Teatrando  27 nov 2014

Eleggiamoci

autore: Lo Molino a Vento


Le affinità elettive di Circolo Bergman a Teatro Libero dal 19 al 25 novembre 2014...

Da Johann Wolfgang Goethe
di Sarah Chiarcos
regia Paolo Giorgio
musiche originali Marcello Gori
con Valentina Mandruzzato - Carlotta, Valentino Mannias - Edoardo, Tomas Leardini - Capitano, Francesca Pedrazzi - Ottilia
luci Sarah Chiarcos
scene e costumi Circolo Bergman
produzione Circolo Bergman

Le affinità elettive è un romanzo sull'interiorità giocata su quattro fuochi, i legami incrociati dei protagonisti. Portarlo in scena oggi è coraggioso perchè il linguaggio di Goethe ha tutta la forza per parlarci ancora. L'impresa è tradurre con parole nuove qualcosa che ha la potenza di non avere tempo. Bisogna riconoscere in questo senso l'umiltà con la quale Circolo Bergman si è confrontato davanti alla grandezza del romanzo, proponendone la problematicità attraverso un testo originale che ne conserva i luoghi tematici.

Il quadro risulta però complicato dalla fedele aderenza agli snodi della trama: avrebbe forse giovato più una sintesi che evitasse passaggi leggeri e poco caratterizzanti e che si concentrasse meno sugli episodi e più sui moti dell'anima. 
Suoni e luci guidano la trama con sensibilità e ordine, ma la velocità dei cambi scena rende difficile riconoscere il pathos che è proprio del languire, precisamente di quegli amanti nella loro esemplarità. La tensione profonda che stringe i quattro emerge in una chiave alternativa dall'originale, a scapito della messa a fuoco del tempo che dà senso e scandisce quel processo che prima slega e poi, scambiandole, cinge le coppie.
Gli slanci emotivi di Edoardo si risolvono in un personaggio un po' annebbiato e delirante. Ottilia è quasi anacronistica e porta in scena la contraddizione insita nell'amore nato fra i due, ed è proprio nella contraddizione che quest'elettività si manifesta per consolidarsi. Carlotta e il Capitano rappresentano la controparte matura e lucida del quartetto, ma perdono il tormento che di fatto li unisce.
A un testo vibrante sembra sovrapporsi un'analisi più razionale e disincantata, sorridente e asciutta. Eppure l'illusione ci appartiene, non solo come strascico romantico ma come tensione spirituale propria dell'uomo. La differenza forse sta nel fatto che a un'illusione contemplativa, quale poteva essere quella descritta minuziosamente da Goethe, si è sostituita un'illusione data dal preconfezionato, dalla ripetizione dell'identico, eredità di una frenesia tutta contemporanea.
Elettività è scelta, non pura casualità, più o meno fortunata: Carlotta, Edoardo, il Capitano e Ottilia non hanno "subito l'elezione", l'hanno scelta e coltivata - all'eccesso. 
Forse oggi, semplicemente, scegliamo poco e ciò che desideriamo probabilmente facciamo anche un po' fatica ad immaginarlo, e quando poi ci sembra di saperlo - da qualche parte deve essere scritto- è per forza un dramma.
 
 
 

tags: TeatroLibero , AffinitàElettive , CircoloBergman , recensioni , Teatro , Milano , spettacolo , Lomolinoavento

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