Inter nos  03 mar 2015

Intervista a Mercedes Mas della Casa per la Pace

autore: Matt.one


In avvicinamento all'edizione 2015 di Fa' la Cosa Giusta, Corvo Rosso Magazine online vi invita a conoscere le realtà che parteciperanno al settore Pace e Partecipazione della Fiera del consumo etico. Con noi stavolta Mercedes Mas della Casa per la Pace di Milano.

Tra le realtà che parteciperanno insieme a Corvo Rosso Magazine Online alla prossima edizione di Fa' la Cosa Giusta, una delle più attive sul territorio milanese è la Casa per la Pace, un'associazione la cui ragione sociale è la promozione della nonviolenza; un termine del quale si parla molto ma il cui vero significato tende a sfuggire, convinti come siamo che solo nella concorrenza, nello scontro e talvolta nel conflitto sia possibile ottenere il rispetto dei diritti e della libertà di ciascuno. Un presupposto fondamentale, che accomuna il lavoro della Casa della Pace agli obiettivi delle campagne sociali promosse da Corvo Rosso in questi ultimi anni.

 

Incontro Mercedes Mas Sole nell'accogliente sede dell'associazione, nella periferia sud milanese. Ci sediamo ad uno dei tavoli mentre il lavoro dei volontari prosegue vicino a noi.

 

Mercedes: la Casa per la Pace è un'associazione nata nel 2001, e porta questo nome perché rappresenta bene la nostra prima ambizione: quella di essere un luogo aperto di partecipazione, dove informarsi e impegnarsi sui temi della nonviolenza, del disarmo, dei diritti. La ragione di questo impegno è ben riassunta dal motto dell'associazione, una delle più famose frasi del Mahatma Gandhi: “il mondo ha bisogno di persone che lottino per la pace con la stessa intensità con cui altri si battono per la guerra”.

 

In effetti la prima impressione che si ha entrando nella vostra sede è quella di un luogo estremamente accogliente, che rispecchia pienamente la natura della Casa per la Pace. Quali sono le vostre attività principali?

 

M.: alla Casa per la Pace ci occupiamo di non violenza, attraverso progetti dedicati alla promozione dell'intercultura, della legalità e della partecipazione. Uno dei nostri scopi principali è di fornire strumenti per la gestione positiva dei conflitti e per una loro risoluzione in chiave non violenta. Il primo è l'archivio di documentazione che vedi qui a fianco, che raccoglie più di 2000 libri sui temi del disarmo, dell'educazione alla pace, dei diritti umani, delle guerre dimenticate ed in generale di tutti i temi che ricadono nel concetto di non violenza. Il database è disponibile sul nostro sito.

 

Un certo numero di iniziative è poi dedicato alle scuole, attraverso una mostra interattiva sui pregiudizi, le discriminazioni e i capri espiatori (Gli altri siamo noi, con edizioni specifiche per scuole elementari e medie), il cui scopo è spingere i ragazzi a confrontarsi con i meccanismi che subentrano nel rapporto con l'altro, come lo stereotipo, il pregiudizio e la discriminazione. E' stata già portata in numerose scuole, e riprenderà il suo viaggio per l'Italia nel prossimo settembre.

Negli ultimi anni abbiamo poi proposto un progetto di mostra animata e interattiva dedicata al risparmio energetico (Spegni lo spreco, accendi lo sviluppo), il cui obiettivo è capire i comportamenti più equi e sostenibili riguardo alle risorse disponibili, in relazione al nord e al sud del mondo. Questa campagna è tuttora attiva e può essere richiesta dal sito internet www.spegnilospreco.it.

Noi come formatori utilizziamo una metodologia interattiva e partecipativa, in cui non ci si limita a guardare ciò che è esposto: lo scopo è quelli di spingere al confronto con gli altri e alla riflessione sui temi in gioco. Sono mostre in cui si impara “facendo”, e forse andrebbero più precisamente definite laboratori formativi.

Alla Casa della Pace organizziamo poi diversi  corsi di formazione : un corso d'italiano per donne straniere, più esposte proprio per la loro limitata conoscenza della nostra lingua, strumento fondamentale per migliorare il loro tenore di vita e la loro partecipazione alla vita di comunità. Molto partecipati sono anche i corsi di teatro, sviluppati sui principi del teatro dell'oppresso, basati sul coinvolgimento di attori e pubblico.

 

Un'attività ad ampio raggio, che certamente richiede l'impegno e la passione di un gran numero di persone. Ma come sostenete questi progetti?

M.: la Casa della Pace si finanzia in diverse modalità. In primo luogo attraverso i bandi pubblici: recentemente ne abbiamo vinto un banco di sviluppo comunitario nel quartiere Corvetto, dove, fra altre azioni, abbiamo deciso di allestire un “salotto pubblico” nel quartiere, mettendo un divano lungo la via e spingendo gli abitanti ad utilizzarlo come se fosse il salotto di casa propria: un progetto di sviluppo comunitario dal basso il cui obiettivo è rafforzare i legami sociali tra la popolazione del quartiere.

Altri meccanismi di sostentamento sono l'autofinanziamento e offriamo ad offerta libera i prodotti dei nostri laboratori di autoproduzione: dalle marmellate fatte con le cucine solari alle targhe per bici fatte con vecchi cd e alle borse ricavate da vecchi ombrelli. Tutti questi oggetti saranno disponibili in Fiera durante Fa' la cosa giusta, ma possono essere comprati anche nella nostra sede in cambio di una donazione libera.

Come associazione senza scopo di lucro, poi, ci avvaliamo del 5x1000 dei nostri sostenitori [il codice fiscale dell'associazione è 97265890158].

 

Chi lavora alla Casa della Pace?

M.: la Casa della Pace è un'associazione piuttosto piccola. Impieghiamo tre lavoratori part-time, ma la gran parte della partecipazione alle nostre attività è di natura volontaria.

Tra i nostri volontari abbiamo pensionati, persone attualmente agli arresti domiciliari dedicate ai lavori sociali, coinvolti tramite ciessevi o l'associazione esterni, ma anche molti stranieri che partecipano al servizio volontario europeo e al progetto erasmus plus, dove siamo accreditati come sending e hosting organization.

 

Quindi ci sono anche stranieri tra i vostri volontari: come fate con coloro che non conoscono l'italiano?

M.: cerchiamo di coinvolgerli in progetti che possano permettere loro di apprendere meglio la nostra lingua, e al contempo di essere utili. Ci siamo inventati una cosa carina, iniziando a proporre percorsi in inglese nelle scuole, così da fornire un insegnamento linguistico e allo stesso tempo coinvolgere anche quei volontari che ancora non conoscono l'italiano.

 

Notavo sul vostro sito che organizzate anche viaggi in Palestina...

M.: sì, una volta all'anno organizziamo due settimane di viaggio per conoscere dal vivo la situazione del conflitto israelo-palestinese, e le condizioni di vita degli abitanti dei territori. E' una tradizione che va avanti dal 2010, e viene completata, una volta tornati, da una mostra di fotografie e vari incontri tematici. Le foto rientrano poi in un calendario che mettiamo a disposizione, ad offerta libera, e i cui proventi vengono utilizzati per finanziare il viaggio dell'anno successivo.

 

La decrescita è un tema estremamente interessante, anche se sembra molto difficile da insegnare, soprattutto in un'epoca in cui nasciamo già “consumatori”...

M.: come dicevo prima, sul tema della decrescita abbiamo lanciato qualche tempo fa la campagna “Spegni lo spreco, accendi lo sviluppo”, e cerchiamo di mostrare l'efficacia delle pratiche di decrescita attraverso lo nostre autoproduzioni. In questo ambito, abbiamo collaborato con il Movimento per la decrescita felice, che da anni si impegna in questo ambito sul territorio nazionale.

 

Negli ultimi mesi, il nostro magazine si sta interessando al rapporto tra le organizzazioni no profit ed i social network, per capire se si tratta di un'innovazione che può cambiare i destini di questo settore nel futuro. Lo chiedo anche a te: qual è l'importanza dei social network per la Casa per la Pace?

M.: il nostro principale scopo è la partecipazione, e dunque tendiamo a coinvolgere fisicamente la comunità attraverso le mostre, i corsi di formazione e gli eventi pubblici. I social network restano comunque risorse importanti per la comunicazione ed il mantenimento dei contatti con il nostro pubblico e i partecipanti alle nostre attività. Anche il principio della condivisione, che ben rappresenta le modalità di diffusione dei contenuti sviluppati dalla nostra associazione, è fondamentale per dare visibilità anche online alle nostre iniziative.

 

In conclusione, veniamo alla vostra presenza a Fa' la Cosa Giusta. Cosa porterete in Fiera?

M.: a Fa' la cosa giusta, porteremo le nostre autoproduzioni e circa un terzo dei libri della nostra biblioteca, che saranno liberamente consultabili per tutta la durata della fiera. Abbiamo organizzato due laboratori per studenti delle scuole superiori.

Nel nostro stand si terrà inoltre una raccolta firme sulla legge popolare contro la violenza, che rappresenterà il principale obiettivo sociale di questa edizione di Fa' la cosa giusta.

 

Presenterete anche dei libri?

La Casa della Pace ha finora pubblicato 4 libri, in collaborazione con Terre di Mezzo. Abbiamo pubblicato un libro sulle modalità attraverso le quali la scuola può partecipare alle attività di quartiere, un libro sulla didattica e uno sulla decrescita.

L'ultimo è dedicato alla non violenza, attraverso le storie di individui e gruppi che sono stati esempio di condotta non violenta, perché pur essendoci moltissimi esempi di condotta non violenta, se si escludono i più famosi, gli altri tendono ad essere troppo poco conosciuti e spesso in modo superficiale.

 

Ringraziando Mercedes per la disponibilità, resto un attimo a pensare a quanto potrebbe realizzare La Casa per la Pace, con la passione e l'impegno dei suoi volontari, se un maggior numero di persone cominciasse ad essere più ricettivo ai loro progetti. Perché, come recita la frase di Martin Luther King riportata sui materiali informativi dell'associazione, non bisogna aver paura delle parole dei violenti, “ma del silenzio degli onesti”.

 

La Casa per la Pace di Milano sarà a Fa' la Cosa Giusta nel settore Pace e Partecipazione. Per tutte le informazioni è possibile visitare www.casaperlapace.it o scrivere una mail all'indirizzo info@casaperlapace.it.

 

tags: casaperlapace , mercedesmas , falacosagiusta , internos

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